Ultima modifica: 6 Giugno 2019

ORATORI IN ERBA pro o contro Cesare- Secondaria Feletto

S‘era partiti davvero da lontano, ricordando come Giulio Cesare, nell’antica Roma, avesse riaperto le scuole di retorica per la plebe – chiuse dai patrizi – al fine di permettere anche certamente ai figli del popolo d’imparare a difendersi con la parola… In tempo di bilanci per l’anno scolastico 2018-2019, il prof. Alberto Travain, docente di materie letterarie, civiche e storico-geografiche presso la Secondaria di Feletto Umberto, ha voluto esprimere sincera soddisfazione ai suoi alunni della Classe 1^A per il felice completamento dello sperimentato percorso scolastico di oratoria da egli stesso ideato eintitolato curiosamente Pro o contro Giulio Cesare?”, attività interdisciplinare procedente da una riflessione “partecipata” in aula, su cittadinanza, potere, politica propaganda, recuperando, a titolo di esempio universale, la nota vicenda del grande statista e delle lotte civili romane antiche, vicissitudini confrontate anche con analoghe situazioni relative ad epoche e realtà diverse, non ultima quella del battagliero Friuli tra Medioevo ed Età Moderna, approdata al dramma della“Crudel Zobia Grassa”. La prima prova inerente al percorso si era tenuta nella corte scolastica, durante la ricreazione del 15 marzo 2019 ossia nel 2063° anniversario dell’assassinio del politico romano, ricordato, anche, in tale occasione, come padre eponimo del Friuli. In “toga praetexta”, come i senatori ma anche i ragazzini dell’antica Roma, strettda un curioso concorso di pubblico, di compagni delle altre classi, la scolaresca ha recitato, in circolo, attorno a un mantello simbolicamente gettato a terra, i noti discorsi di Bruto eAntonio al funerale di Giulio Cesare, magistrale frutto dalla penna di William Shakespeare ed eccelso esempio di “ars oratoria” a livello mondiale. «…Allora quell’Antonio vi accenderebbe gli animi e ad ogni ferita di Cesare darebbe una lingua per smuovere le pietre di Roma a sollevarsi e ad insorgere!»: finale emozionante, accorato appello quello che ha concluso la manifestazione delle Idi di Marzo, mentre una bella bandiera azzurra recante l’aquila d’orodi Aquileia ovvero del Friuli era dolcemente calata sulla toga ai piedi degli alunni disposti ad emiciclo, sorta di abbraccio ed omaggio di popolo ad un memorabile “padre della patria”. Non era finita. Dalla mnemonica recitazione di grandi discorsi scritti da altri alla declamazione di orazioni proprie, rappresentative del proprio pensiero, in tal caso in ordine auna vicenda storico-politica, quella di Cesare, sulla quale il mondo ancora s’interrogaOgni scolaro, quindi, oltre a passare da un apprendimento tendenzialmente passivo ad una riflessione personale libera su quanto appreso, si era ritrovato, così, a cimentarsi direttamente con i rudimenti della composizione retorica ossia con un testo argomentativo, strutturato, per tradizione, in scansioni notoriamente corrispondenti a tema, tesi, antitesi, confutazione conclusione. Non dovevano, però, essere questi gli unici scogli da superare per quei giovanissimi: si trattava, infatti, di tenere un discorso apparentemente a braccio”, in realtà preparato personalmentedi fronte a compagni delle altre classi persino di essere giudicati da questiin ordine alla forma ed ai contenuti dell’esposizioneLa prima gara oratoria o“certamen” si era tenutil 18 marzo 2019, di fronte alla “giuria” dell2^A, cooperante la prof.ssa Sara Mansutti. In tale occasione, avevano furoreggiato ed erano stati incoronati d’alloro gli alunni Anna Tavano (per i contenuti) ed Ermanno Vuano (per la forma)La seconda competizione si era svolta il successivo 27 marzo, di fronte alla 2^B, coordinata dal prof. Matteo Vidon: vittoriosi Maddalena Cerno (ex aequo per i contenuti) ed Ermanno Vuano (per la forma ed ex aequo per i contenuti), vincitore assoluto, quest’ultimo, con un’orazione certamente valida nei concetti e particolarmente carica di pathos oltreché corretta in termini linguistici. Un’esperienza altamente istruttiva per la giovanissima scolaresca: ineludibile primo passo verso una piena cittadinanza alla cui formazione non può mancare uno sviluppo di competenze in materia non solo di composizione ragionata e corretta di testi ancorché elementari, su temcivili o d’attualità in genere, ma anche dpubblica esposizioneoltre l’ordinario contesto di classe o del piccolo gruppodi convinzioni e posizioni personali apertamente e civilmente espresse in un ambito più ampio e formalea vincere i limiti della timidezza nonché di erronee e di perniciose percezioni d’inadeguatezza. Una menzione anche per gli insegnanti prof.ssa Laura Bizzozero e prof.ssa Ariella Cuffaro, che hanno contribuito alla preparazione di tanti oratori in erba!