Ultima modifica: 11 Aprile 2019

LA SECONDA AVVENTURA DI ULISSE – Infanzia Adegliacco

Ulisse naviga verso l’Isola delle SIRENE in un mare pieno di animali marini.
Il coraggioso guerriero non vuole naufragare e neppure perdersi il canto di questi strani esseri, che nessuno mai era riuscito ad ascoltare.Appena iniziarono a sentire un canto di voci lontane, Ulisse tappò le orecchie dei suoi marinai con la cera d’api; lui si fece legare con nodi robusti all’albero maestro ed disse ai suoi amici :”Qualunque cosa io dica, gridi, faccia o minacci, non slegatemi, anzi rinforzate i nodi, spingete più a fondo la cera e remate più in fretta.”
Iniziò il canto di questi strani esseri, metà donne e metà pesci Ulisse chiese aiuto ai suoi amici, ma loro eseguirono ciò che gli era stato detto anticipatamente.Lo legarono più stretto, si spinsero la cera più a fondo e poi, battendo sulle spalle dei compagni ai remi accelerarono il ritmo per allontanarsi il più velocemente possibile da lì.
Remarono talmente veloci fino a quando sentirono un fresco vento da settentrione sui loro visi; sollevarono lo sguardo verso il loro capo .Ciò che videro era un uomo immobile e quieto, molto diverso da quello visto in precedenza.
L’isola delle SIRENE era lontana, si levarono la cera, si avvicinarono ad Ulisse che con voce lieve, diede loro il permesso di slegarlo così continuarono il loro viaggio verso nuove avventure.