Ultima modifica: 12 Gennaio 2019

DIETRO LE QUINTE DEL GIOVANNI DA UDINE

Giovedi 15 novembre alcuni alunni di seconda media della sezione musicale dell’ICTavagnacco, accompagnati dalla professoressa di lettere Monica Del Frate e da una mamma, sono andati ad esplorare le meraviglie del teatro Giovanni da Udine sotto la guida di alcuni attori. Tutto ciò è stato possibile grazie alla iniziativa ‘Teatro vagando’  che alcuni giorni all’anno, su prenotazione, apre le porte alle persone desiderose di vedere i luoghi ‘off-limits’ del teatro. 

Il Teatro Giovanni da Udine è il più grande ed importante di Udine ed è in grado di ospitare qualsiasi tipo di spettacolo. Al suo interno ha due grandi cuori: la platea e il palcoscenico. Le poltroncine della platea sono di velluto rosso; togliendo le prime tre file di poltrone si può ricavare la buca per l’orchestra. Il Teatro Giovanni da Udine ha un’ottima acustica anche grazie al grande “ lampadario”  che sovrasta la platea e frammenta il suono per poi disperderlo. 

I ragazzi hanno scoperto anche le definizioni di alcune specifiche parti della platea: ad esempio la galleria si chiama ‘piccionaia’, i palchetti, invece, si chiamano ‘barcacce’.

Sono venuti a conoscenza anche del perché le maschere si chiamano così: un tempo a Venezia, come tutt’ora fanno, i ragazzi accompagnavano il pubblico al proprio posto, che non era numerato. Capitava che la gente si affezionasse al proprio posto e quando questo veniva occupato da altri si scatenavano delle liti e ci andavano spesso di mezzo i giovani, che per tutelarsi decisero di coprirsi il viso con delle maschere bianche.

Dopo avere rimirato la bellissima platea gli alunni sono stati accompagnati sull’enorme palcoscenico di legno nero. Questo colore è stato scelto perché garantisce la massima neutralità ed il materiale di cui è fatto consente di attutire il rumore dei passi.

Nel palcoscenico c’è un angolo riservato al direttore artistico, il quale quando deve dare inizio allo spettacolo pronuncia la formula magica: ‘signori della compagnia chi è di scena’ e anche se non si è di scena bisogna preparasi.

Ai fanciulli è stato presentato uno dei tecnici, che ha proposto loro di andare sull’altissimo ballatoio, una piattaforma sospesa a 28metri di altezza. I ragazzi hanno deciso di salire e i più paurosi  si sono messi a contare i settanta scalini che separano il palcoscenico dalla piattaforma. Arrivati in cima il tecnico ha mostrato loro un’ immagine dipinta durante il periodo di costruzione dell’edificio, purtroppo non si sa chi sia l’autore. L’immagine raffigura un uomo che con le sue sole forze tiene aperte le fauci di un leone. Questa immagine è diventata il portafortuna dei tecnici e sta a simboleggiare la forza ed il coraggio.

Dopo qualche scatto,  gli alunni sono andati a vedere i camerini  e la guida ha spiegato loro il perché dell’avversione degli attori verso il colore viola. Uno dei motivi è perché durante il periodo di Quaresima la  Chiesa aveva proibito agli attori ogni forma di spettacolo e il colore che rappresenta la Quaresima non a caso è il viola.

Gli artisti quando devono andare in scena passano davanti a delle grandi locandine raffiguranti le grandi compagnie che negli anni si sono esibiti in questo teatro.

I ragazzi, musicisti in erba,  sono rimasti positivamente colpiti da questa esperienza e sperano di poter loro stessi un giorno calcare il palcoscenico di questo grande teatro da protagonisti

Maria Stepich        Scuola a Indirizzo Musicale “E.Feruglio” 2C di Feletto Umberto